22 aprile 2026 – Bere caffè aumenta i batteri protettivi nell’intestino, e questo spiega perché il consumo della bevanda fa bene all’umore: è quanto sostiene John Cryan della University College Cork in Irlanda in uno studio su Nature Communications, il primo di questo tipo a mostrare il potenziale ruolo del caffè come intervento per promuovere la salute intestinale e psicologica. Rispetto alle quantità consigliate, secondo l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare il consumo di caffeina fino a 400 mg al giorno (circa 5 tazzine), non pone problemi di sicurezza per gli adulti sani, fatta eccezione per le donne in gravidanza.
Il nuovo studio evidenzia che il caffè influisce positivamente sull’umore percepito e sui livelli di stress nei partecipanti al trial, che ha coinvolto 31 consumatori e 31 non consumatori sottoposti a test psicologici ed esami di feci e urine. I partecipanti si sono astenuti dal caffè per due settimane, con valutazioni psicologiche periodiche e prelievi di campioni di feci e urine durante tutto il periodo. Questo periodo di astinenza, per i consumatori di caffè, ha coinciso con cambiamenti significativi nei profili del microbiota intestinale, rispetto ai non consumatori. Il caffè è stato reintrodotto nei consumatori abituali, con metà dei partecipanti che ha consumato caffè decaffeinato e l’altra metà caffè con caffeina; nessuno sapeva quale caffè stesse consumando. Entrambi i gruppi hanno riportato punteggi inferiori per quanto riguarda stress percepito, depressione e impulsività, suggerendo che il consumo di caffè migliora significativamente l’umore, indipendentemente dal contenuto di caffeina. Nei consumatori di caffè si è osservato un aumento significativo di batteri come “Eggertella sp.” o “Cryptobacterium curtum” rispetto ai non consumatori. Si ritiene che il primo ceppo batterico contribuisca alla secrezione di acido gastrico e intestinale, mentre il secondo sia coinvolto nella sintesi degli acidi biliari: entrambi potrebbero svolgere un ruolo nell’eliminazione dei batteri intestinali nocivi e delle infezioni gastriche. È stato inoltre osservato un aumento dei batteri “Firmicutes”, associati a emozioni positive nelle donne.









