Disturbi sonno nei bimbi sottovalutati, in aumento dopo Covid

25 settembre 2023 – Disturbi dell’attenzione, lentezza, ma anche complicanze cardiovascolari, sull’accrescimento, sul metabolismo e sullo sviluppo neuro-cognitivo. Sono queste le possibili conseguenze dei disturbi respiratori del sonno, se non precocemente diagnosticati e adeguatamente trattati. Conseguenze che possono persistere anche in età adulta, come testimoniano recenti evidenze scientifiche. Eppure, nonostante le importanti ricadute sulla qualità della vita del bambino e della sua famiglia, i disturbi del sonno sono un problema sottovalutato e spesso non riconosciuto. Sul tema si confrontano gli esperti al Congresso nazionale Simri, la Società italiana malattie respiratorie infantili, che si chiude oggi a Roma, lanciando una campagna per sensibilizzare pediatri e genitori, basata su materiali realizzati in italiano e inglese (un opuscolo, un calendario da scrivania e una ‘mappa’ per i ragazzi), con un linguaggio semplice e indicazioni chiare.

I disturbi respiratori del sonno sono un insieme di patologie non rare e sono in aumento dopo il Covid. Si parla di russamento abituale, se presente più di 3 notti a settimana per almeno 2 mesi, di ipoventilazione ostruttiva se il russamento è associato ad aumento dell’anidride carbonica (ipercapnia), mentre la sindrome delle aumentate resistenze delle vie aeree superiori, meglio nota come Uars, si associa alla presenza di ripetuti pseudo-risvegli nel sonno, legati allo sforzo respiratorio senza apnee. La forma più grave è la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno o Osa caratterizzata da sforzo respiratorio, ricorrenti di ostruzione completa o parziale delle vie aeree superiori, associate ad una riduzione intermittente dell’ossigenazione nel sonno.

Il russamento abituale – il disturbo più diffuso e sottovalutato in quanto può dare luogo a problemi dell’attenzione – è presente nel 12% dei bambini in età prescolare. L’Osa ha una prevalenza nei bambini che varia dal 2 al 5,7%, con un picco massimo tra il secondo e il sesto anno di vita. Ma dati preliminari presentati al congresso Simri e raccolti dal Centro del sonno dell’Università dell’Insubria di Varese, su 1.400 bambini con sospetti disturbi respiratori del sonno, documentano un aumento significativo dei casi di Osa, passate nel campione studiato dal 48, 7% pre- pandemico al 74,4% post-pandemico, con un incremento significativo delle apnee gravi passate dall’8,6% pre pandemico al 13,9% post pandemico, aumento presumibilmente legato al picco di infezioni che hanno seguito il periodo di lockdown, in età pediatrica la causa principale è l’ipertrofia adeno-tonsillare. Questa, infatti, si può sviluppare a seguito di una risposta infiammatoria inadeguata a livello di tonsille-adenoidi in corso di alcune infezioni virali.

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